Chi / Testi /E

 

ELLIS, HENRY

1819 infoViaggio di lord Amherst alla China o giornale dell'ultima ambasciata inglese alla corte di Pekin che contiene la particolarità delle trattative ch'ebbero luogo in quell'occasione; la relazione del tragitto alla China e ritorno in Europa, e quella infine del Viaggio per terra dell'Ambasciata, dall'imboccatura del Pei-ho fino a Canton; misto d'osservazioni su l'aspetto del paese, sulla politica, sul carattere morale, e sui costumi della nazione chinese. Scritto da H. Ellis e corredato di una carta geografica, di un ritratto e di rami colorati. Voll. 3.
Milano, [Sonzogno], 1819
Dati fisici del testo3 voll. in 16°, cm. 16, (vol. 1: XLVII-252; vol. 2: pp. 267 + 4 incisioni; vol. 3: pp.266 + 4 incisioni), ritratto calcogr. dell’autore all’antiporta, firmato da L. Rados, una carta geografica ripiegata e 11 tavole firmate da Dall'Acqua.
Biblioteche dove è stato trovato il testoVedi le schede del SBN
Note particolariFa parte della collana Raccolta de' viaggi più interessanti eseguiti nelle varie parti del mondo tanto per terra quanto per mare dopo quelli del celebre Cook, e non pubblicati fin ora in lingua italiana.
  Luoghi visitati / ItinerarioEstremo Oriente [Cina]
Argomenti sotto cui vedere il testoViaggiatori inglesi - Viaggiatori dell'800

Il testo sotto altri aspettiVedi questa edizione sul sito Internet Archive e la scheda di Abel Clarke
Note particolariNote "La particolarità delle trattative ch'ebbero luogo in quell'occasione, la relazione del tragitto alla China e ritorno in Europa, e quella infine del viaggio per terra dell'Ambasciata, dell'imboscata, dall'imboccatura del Pei-ho fino a Canton; misto d'osservazioni su l'aspetto del paese, sulla politica, sul carattere morale, e sui costumi della nazione cinese".
Vedi anche...Chi era Lord Amherst? Ce lo dice la voce di Wikipedia. Ed Henry Ellis? Anche lui diplomatico. Vedi la scheda di Wikipedia (in inglese).
Vedi anche...Vedi l'articolo di Valentina Bottanelli nella rivista online "HomoLogos", del 26.3.2019

Contenuti di Tiziano Lazzarin, 2010 | Grazie dell'idea a DemusDesign